26 Marzo 2026
Modello multi-ente nel Distretto Ceramico: stessa UX per otto Comuni con elixForms
La frammentazione dei servizi digitali è uno dei problemi meno visibili — e più costosi — della PA italiana. Ogni ente sviluppa il proprio front-end, le proprie logiche di accesso, la propria esperienza utente. Il cittadino che si sposta tra più Comuni deve imparare ogni volta da capo. L’operatore che gestisce più sportelli non trova coerenza tra i sistemi.
L’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, in Emilia-Romagna, ha scelto di affrontare questo problema alla radice.
Il contesto: otto Comuni, zero denominatori comuni
Il Distretto Ceramico riunisce realtà molto diverse: Comuni montani con poco più di duemila abitanti, realtà industriali come Sassuolo e Formigine, Fiorano Modenese cuore del distretto ceramico, Maranello con una componente significativa di utenti stranieri. Esigenze diverse, utenti diversi, uffici con gradi di digitalizzazione differenti.
Come spiega Alessandro Cantelli, dirigente dei Sistemi informativi e RTD dell’Unione: un cittadino può dover presentare una pratica in un Comune diverso da quello di residenza. Per questo era fondamentale offrire un’esperienza uniforme e facilmente riconoscibile, indipendentemente dall’ente di riferimento.
La soluzione: un ecosistema digitale condiviso
Insieme ad Anthesi, l’Unione ha costruito una piattaforma tecnologica unica che alimenta le vetrine dei singoli enti e quella dell’Unione stessa. Titoli, descrizioni e schede dei servizi sono armonizzati su tutti i portali. Ogni Comune mantiene la propria identità visiva — colori e stemmi istituzionali — ma la struttura delle informazioni è identica per tutti, seguendo i principi definiti dalle linee guida di Designers Italia.
“Abbiamo costruito un ecosistema digitale unico che alimenta le vetrine dei singoli enti”, spiega Giorgia Giordani, responsabile Servizi online e Digitalizzazione dell’Unione. “La struttura dei servizi è identica per tutti, ma ogni Comune mantiene la propria identità visiva.”
L’architettura: front-end e back-end disaccoppiati
Una delle scelte tecniche più rilevanti del progetto riguarda l’architettura della piattaforma. Come spiega Christian Gianaroli del Servizio Innovazione, disaccoppiare front-end e back-end significa poter evolvere la “vetrina” senza modificare i servizi sottostanti — riducendo il rischio di lock-in tecnologico e rendendo possibile il riuso delle soluzioni tra enti diversi.
Le pratiche presentate online entrano direttamente nei sistemi documentali e di protocollo degli enti, garantendo continuità tra front-office e back-office. L’autenticazione è unificata su SPID e CIE, i pagamenti su PagoPA, le notifiche su App IO.
La scrivania digitale del cittadino
Il progetto introduce anche una scrivania digitale unica: l’utente può seguire in tempo reale lo stato delle proprie pratiche, dalla presentazione fino alla conclusione del procedimento. Tutte le comunicazioni tra amministrazione e cittadino avvengono all’interno della piattaforma, eliminando la dispersione tra email, telefonate e canali separati. Il sistema include anche la possibilità di lasciare feedback sui servizi, utile per il miglioramento continuo.
Verso il once-only: la sfida culturale
Il progetto si inserisce nel percorso verso il principio once-only, obiettivo centrale della PA digitale europea. Come osserva Cantelli, il vero nodo non è sempre tecnico: i dati sono spesso già disponibili nei sistemi pubblici, ma continuano a essere richiesti ai cittadini per abitudine o per timori legati alla gestione dei trattamenti. L’integrazione con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) è in corso, con l’obiettivo di recuperare automaticamente le informazioni già in possesso della PA.
Oltre il PNRR: la continuità come priorità
Con il completamento delle principali misure PNRR sulla digitalizzazione, la sfida per molti enti diventa consolidare quanto costruito. Per il Distretto Ceramico, la priorità è ampliare progressivamente il numero di procedimenti digitalizzati e lavorare su flussi più complessi — quelli che coinvolgono più uffici e richiedono passaggi autorizzativi articolati.
Come lo fa elixForms La piattaforma Anthesi che ha supportato il progetto del Distretto Ceramico permette di gestire servizi multi-ente da un’unica infrastruttura centralizzata: ogni ente mantiene la propria identità visiva, mentre struttura dei servizi, integrazioni (SPID, CIE, PagoPA, PDND) e logiche di workflow sono condivise. Il riuso dei modelli tra enti diversi riduce i tempi di attivazione e i costi di manutenzione.
L’esperienza del Distretto Ceramico dimostra che standardizzare l’esperienza d’uso non significa rinunciare alle identità locali. Significa costruire un’infrastruttura comune che mette il cittadino — non l’ente — al centro del servizio.
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